Venerdì 9 maggio 2008, l’associazione Steli, il Centro Donna Lilith, l’Associazione Stoà e l’Associazione Raabe di Roma presentano la performance teatrale-documentario M.lle Camille, di Eugenia Benelli e Monica Giovinazzi. La rappresentazione si svolgerà presso il Chiostro della Cultura Stoà in Via Cesare Battisti 21/23 a Latina, alle ore 18.00 (momento rivolto prevalentemente agli studenti) e alle ore 21.00.

Il documentario d’arte M.lle Camille – visualizzazioni sonore di Monica Giovinazzi e Eugenia Benelli esplora il lavoro e il percorso della scultrice francese Camille Claudel, (1864-1943), attraverso l’approfondimento e l’indagine di una delle sue opere piú significative, La Valse.
Dal 1913 la Claudel subì un lungo internamento negli istituti psichiatrici di Ville-Evrard e Montdevergues, nei quali trascorrerse trent’anni, senza più poter dedicarsi all’arte.
Secondo le parole di Monica Giovinazzi c’è un taglio nella vita di Camille che la divide nettamente in due parti. Una si conclude il 10 marzo 1913, data del suo internamento nel manicomio, l’altra il 19 ottobre 1943, data della sua morte. Nella prima si dedicherà anima a corpo all’arte, nell’altra non scolpirà più. Che ne è della sua arte? Dell’energia che mette in moto le sue sculture? Della Valse, spinta al limite dell’equilibrio? .
Il documentario teatrale si articola in diversi momenti: il documentario per audiovisivi e voce sulla vita di Camille: il pubblico può sfogliare libri, consultare schede e materiali che introducono le fasi successive; la performance dal vivo ispirata agli scritti dell’artista dal suo forzato esilio in manicomio: si ispira a nodi importanti della vita di Camille: la famiglia e la morale, Rodin e la dipendenza, la critica artistica, l’internamento; l’installazione realizzata attraverso studio volumetrico e mappatura logico-visuale de La Valse: quest’ultimo procedimento architettonico consente di trasformare la macchina in uno spazio immersivo e polimorfo che avvolge i partecipanti.
Ci sono due stanze nella performance M.lle Camille. Una nera e l’altra bianca. Ma tra le due stanze c’è un passaggio, osculum: entrata/uscita contemporanee. Zona di nessuno e proprio per questo d’impotenza e ineluttabilità del destino.
Bocca che inghiotte, aperta e muta chiusa e urlante. Ossimoro angosciante di una donna fin de siècle esclusa dalla vita sociale perché non catalogabile (Monica Giovinazzi).
L’ingresso, che è a sottoscrizione, verrà devoluto alla casa-rifugio Emily, per bambini e donne maltrattati. Prenotazione obbligatoria.
Per informazioni: 0773.662399, 338.2321814, www.raabeart.com