Donne del Rimorso, sabato 8 marzo alle 21.00, presso il Teatro Fellini di Pontinia. Ingresso 10 euro (8 euro ridotto), abbonamento 35 euro (per conoscere tutte le date guarda la locandina).
Di e con Nando Citarella (nella foto).
Cantattori:
Pino Calabrese - Daniela Tosco
Nando Citarellla
Cantanti:
Gabriella Aiello - Francesca Chiriatti
Mimma Santarsiero
Costumi:
Nathalie Leclerc
Musici:
Riccardo Medile (chitarra, oud)
Claudio Merico (violino)
Salvatore Zambataro (accordeon, clarinetto)
Ennio D’Alessandro (clarinetto,ciaramella)
Mauro De Vita (fagotto)
Volke Kleine (liuto cantabile)
E con la partecipazione dell’Orchestra Rotonda:
Anna Maria Ronci (tammorra e bendir)
Luana Spilinga (tammorra e duf)
Manuela Falcucci (tammorra e riq)
Rosalba Pucciarello (tammorra e dairè)
Sandra Tumiotto (tammorra e duf)
La rivisitazione, 50 anni dopo la straordinaria lezione di Ernesto De Martino (nella foto in fondo), di alcuni momenti di una storia al femminile, tutta interna al Salento pugliese, e che ha a che fare in realtà con l’universo, femminile e magico, di tutto il Sud d’Italia. Una storia complessa che attraversa il tempo e il sociale, e che trova il suo momento più intenso in nuova lettura della “donna tarantata” riproposta sia attraverso il recupero di De Martino (comprese le Lettere di una tarantata di Annabella Rossi) sia attraverso altri documenti e testimonianze. Il tutto accompagnato da molta musica, soprattutto musica dal vivo, con i musicisti che interagiscono continuamente con gli attori e (soprattutto) con le attrici sul palcoscenico.
Uno spettacolo di grandi emozioni, di ritmi e di musiche coinvolgenti, dove momenti di storia, cultura e costume sono alternati a momenti più spettacolari, a storie e situazioni più direttamente legate all’emozione. D’altronde lo stesso grande De Martino, intellettuale e antropologo tra i più grandi, fu visto piangere più di una volta durante le sue spedizioni di
ricerca nel Salento: davanti a una bimba tarantata che danzava con un cuscino appoggiato sul capo, e davanti a una contadina che, avanzando sulle ginocchia, si batteva il petto violentemente davanti alla Madonna del santuario di
Pierno.
