Tanikò al Teatro B. Brecht di Formia
Formia,
17 febbraio, ore 11.00,
Teatro B. Brecht in Via delle Terme Romane snc
Tanikò
La favola della Grande Legge
Una rappresentazione didattica e interattiva per le nuove generazioni
della Compagnia Libera Scena Ensemble
con Alessandra Asuni, Luca di Tommaso, Giovanna Giuliani, Nicola Laieta, Margherita Vicario
drammaturgia di Antonio Calone e Nicola Laieta
regia di Antonio Calone
ingresso 10 euro

Siamo in Estremo Oriente, in un tempo lontano, probabilmente quello delle favole che cominciano con “c’era una volta”. Myo-o il dio del fuoco, Gigaku il dio della danza e Gioja il dio della saggezza stanno partendo per la terra. Essi sono perplessi perchè, sebbene laggiù le cose vadano malissimo, gli uomini non fanno niente per migliorarle. In particolare, essi si ostinano ad applicare le leggi che gli dei avevano dato loro all’origine del mondo senza capirne più lo spirito, e le riducono così a norme crudeli e prive di senso. Ci vorrebbe qualcuno tra i mortali che avesse il coraggio di mettere in discussione quelle leggi obsolete e la forza per proporne di nuove… ma è impossibile trovarlo tra gli adulti, ormai assuefatti alla realtà. Quest’uomo nuovo non può che essere un bambino. Così essi si materializzano davanti alla platea dei piccoli uomini del pubblico per chiedere aiuto. I tre dei spiegano ai bambini che dovranno partecipare in incognito alla storia di Matsuwaka, un bimbo giapponese che tra breve sarà confrontato personalmente alla crudeltà della Grande Legge e che, con qualche piccolo intervento degli dei, e soprattutto con la complicità dei piccoli del pubblico, riuscirà a cambiarla… Questa favola, dalla riconoscibilissima impronta giapponese per il rigore dello stile, dei contenuti e per l’etica del sacrificio che apparentemente difende, è ricca di numerose altre tematiche che la rendono molto più interessante ed adatta ai ragazzi di oggi di quanto possa esserlo un semplice precetto morale. In realtà essa riesce in un modo formidabile a mettere in luce una serie di contraddizioni, tra il bene individuale e quello collettivo, tra la libertà di una scelta e la responsabilità che essa comporta, tra pulsioni sentimentali e decisioni razionali, ed in definitiva, tra materialismo e fatalismo. Si tratta di un esperimento mirato a collaudare le basi di un funzionamento sociale partecipativo ed attivo applicato a tematiche grandi ed universali, che interessano, diversamente, sia i ragazzi che gli adulti. La formazione al sociale e alla democrazia partecipativa è troppo assente oggi dall’universo educativo dei ragazzi, le cui capacità di riflessione vengono troppo spesso sottovalutate. Ci proponiamo con questo spettacolo, senza dubbio ambizioso, di lanciare un sasso nello stagno, senza moralismi ma con entusiasmo e leggerezza, con lo spirito di chi insieme a dei bambini vuole interrogarsi sull’infanzia dei meccanismi della convivenza umana.
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